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Netflix entra nei videogiochi: mossa strategica per continuare a crescere!

È notizia di pochi giorni fa che Netflix, pressata dai suoi concorrenti e con qualche difficoltà di produzione di nuovi contenuti a causa della pandemia, abbia deciso di entrare nel mondo dei videogiochi.

Nell'ultimo periodo Netflix ha conquistato “solo” 1,5 milioni di nuovi abbonati, facendo meglio della sua stima di 1 milione, ma comunque poco rispetto al totale di circa 209 milioni di abbonati. È cresciuta meno anche a causa del Covid-19: i ritardi nella produzione hanno causato un numero inferiore di uscite questa primavera. Ma il problema più grosso è dato da Disney+ che continua a crescere in modo consistente.

👉 Attenzione: Negli Stati Uniti e in Canada, la società ha perso 400.000 abbonati.

Visto che al momento non ci sono opportunità di acquisizioni, come potrebbe continuare a crescere? Entrando nel mondo dei videogiochi!

💥 Netflix ha confermato le voci: "Consideriamo i giochi come una nuova categoria di contenuti per noi", ha affermato la società.

Il mondo dei videogiochi sta diventando enorme e ci sono enormi opportunità ancora da cogliere, specialmente se hai 209 milioni di clienti a cui proporli. La diffusione del cloud gaming, permette di giocare senza avere specifico hardware, ma collegati in rete. Questa tipologia di gaming è perfetta per Netflix che a questo proposito ha assunto da poco Mike Verdu, un ex dirigente di Electronic Arts e Facebook che sarà vicepresidente dello sviluppo del gioco, riportando al COO Greg Peters.

L'idea è quella di offrire videogiochi sulla piattaforma entro il prossimo anno.

I giochi saranno considerati un nuovo genere di programmazione, simile a quello che Netflix ha già fatto con i documentari. La società al momento non prevede di addebitare costi aggiuntivi per il contenuto.

Negli ultimi periodi Netflix ha cercato modi organici per continuare a crescere in mercati saturi come quello degli Stati Uniti. Lo ha fatto aprendo ai programmi per bambini, in modo da rintuzzare gli attacchi di Disney+, aprendo uno store con il Merchandising per monetizzare i grandi successi delle serie che ha prodotto e ha anche cooptato Steven Spielberg per portare film importanti nel proprio catalogo.

Da un punto di vista strategico, ritengo la mossa di Netflix è molto interessante perché sfrutta intelligentemente una serie di aspetti. Vediamo alcuni aspetti strategici:

  • Fa leva sul suo bacino utenti (+200 milioni)
  • Mentre i competitor inseguono lo sport, loro aprono ai videogiochi che i concorrenti diretti non hanno, anche se in realtà Apple si sta muovendo in questo spazio, pur senza grande successo.
  • Fa leva sulla sua tecnologia di streaming per offrire un’esperienza di gioco fluida e avvincente
  • Permette a Netflix di monetizzare sulle serie TV creando giochi ispirati ad esse e, allo stesso tempo, avvicina i giocatori alle serie, creando un ambiente in cui lo scopo finale è quello di far “spendere” più tempo possibile sulla piattaforma.
  • Netflix potrebbe sfruttare queste competenze per creare delle serie interattive fondendo l’esperienza di visione con l’esperienza di gioco e creando qualcosa con un elevatissimo grado di coinvolgimento. Ha già fatto esperimenti in questo senso.
  • Permette a Netflix di diversificare l’abbonamento ed, eventualmente, giustificare aumenti di prezzo nei prossimi anni. Apple, ad esempio, fa pagare un extra per l’accesso alla piattaforma di gioco.

Questa mossa di Netflix ha allarmato alcuni player: l’offerta, pare che non sia tanto indirizzata ai gamers incalliti, ma a quelli cosiddetti casual, cioè ai bambini e famiglie, un target che storicamente è indirizzato da Nintendo.

Infine due punti di attenzione:

  • le strategie si fanno sulla carta ma si implementano nella realtà e la storia è ricca di belle strategie che non hanno sfondato. Il mercato dei videogiochi è un mercato rischioso e molto competitivo e non basta assemblare un team per diventare un player di riferimento. Solo per citare un concorrente, Disney, la più grande azienda di intrattenimento del mondo, ha chiuso la maggior parte delle sue operazioni di gioco interne dopo anni di sforzi infruttuosi.
  • il rischio più grande di questa diversificazione è quello di perdere il focus sui contenuti video. Anche in questo caso la storia è ricca di esempi e la perdita di focus può portare alla perdita di identità, una eventualità da evitare in ogni modo perché si rischia di perdere rapidamente la leadership di mercato.

Che ne pensate? Ha fatto bene o ha fatto male? Un sondaggio che ho pubblicato su LinkedIn ha avuto una forte prevalenza di risposte sul rischio di "perdita di focus". Lo scopriremo solo vivendo!

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