DETTAGLI DIMENTICATI?

Il metodo SCAMPER: dai vita al tuo pensiero creativo!

Spesso in azienda ci sono momenti in cui non dobbiamo gestire dei processi noti ma ideare delle nuove strade o proporre delle alternative ad una situazione, solo che in genere, le persone non sono abituate a gestire questi processi creativi e tendono a bloccarsi o perdersi nella classica sindrome della pagina bianca: non sanno da dove iniziare.

Per questo viene in aiuto il metodo SCAMPER, ideato da Bob Eberle che, a partire dalla tecnica del Brainstorming, aiuta a sviluppare il pensiero creativo e a superare il blocco da pagina bianca. Lo fa attraverso una serie di domande che hanno lo specifico obiettivo di sbloccare il pensiero creativo. In particolare, il metodo SCAMPER è stato messo a punto per migliorare il design di prodotti o processi.

Cosa è il metodo SCAMPER?

Il metodo SCAMPER ha l'obiettivo di trovare soluzioni innovative o migliorative per un prodotto o un'idea.Il nome deriva dall’unione di 7 lettere che non sono altro che le iniziali di 7 verbi che corrispondono a 7 possibili modi di ripensare un prodotto/servizio, sette domande che ci “costringono” a ripensare l’oggetto sotto altri punti di vista.

Vediamo insieme queste parole che mi piace immaginare come “provocazioni”, e proviamo a trasformarle anche in domande, per renderle ancora più chiare.

  • Sostituisci. Qualcosa può essere sostituito?
  • Combina. È possibile combinare più elementi?
  • Adatta. Posso adattarlo alle mie esigenze?
  • Modifica. Posso cambiarlo?
  • Pensa a un altro utilizzo. Posso sfruttarlo per un altro scopo?
  • Elimina. È indispensabile o posso eliminarlo/ridurlo?
  • Rovescia. Posso cambiare l’ordine, la sequenza di un passaggio, un aspetto del processo?

💥 Attenzione: come potete notare sono tutti verbi di azione pensati per stimolare la generazione di idee, alternative e soluzioni in maniera ordinata, visto che ci concentriamo su un aspetto per volta, e quindi più facile da gestire anche per i non addetti ai lavori.

vediamoli nel dettaglio.

Sostituisci

Posso Sostituire qualcosa?

Il verbo sostituire è il primo del metodo SCAMPER. Per iniziare bene dobbiamo dunque pensare a sostituire il nostro prodotto o parti di esso con delle alternative, questa prima "sfida" si concentra quindi sull'identificazione  di alternative. Ricorda di pensare fuori dal box, per trovare delle alternative devi pensare anche a fare le cose in modo nuovo. Prova ad abbattere le abitudini!

Combina

Posso Combinare due o più cose fra di loro?

Prova a scomporre il tutto nei vari componenti e prova a combinarli assieme, spesso possiamo ottenere qualcosa di nuovo, come ad esempio un bundle prodotto+accessorio. Puoi combinare idee, tecniche e processi con l'obiettivo di creare qualcosa di nuovo e sviluppare i punti di forza o limitare le eventuali debolezze.

Adatta

Posso Adattare un elemento già presente?

A volte si possono migliorare enormemente i risultati solo con pochi tocchi di adattamento. Prova a pensare come cambiare qualcosa per rendere il prodotto significativamente migliore. Pensi sia impossibile? Pensa allo stilista che con pochi tocchi da maestro trasforma un abito banale in un capolavoro.

Certo, è difficile perchè per farlo ci vuole tanta esperienza ed un occhio molto attento. Le differenze di risultato infatti possono essere sottili, anche se importanti, e possono necessitare di tempo per mostrarsi in maniera chiara.

Così, anche tu, quando sei in cerca di soluzioni non sottovalutare quello che già stai facendo, perché spesso, invece di cambiare radicalmente qualcosa, può essere sufficiente fare qualche ritocco opportuno.

Modifica

Posso Modificare radicalmente il processo o il prodotto?

Mentre adattare è un processo lento e fatto di continui piccoli cambiamenti, modificare è un processo rapido che può portare  a cambiamenti significativi in poco tempo e, naturalmente, può portare a conseguenze radicali.

Quando parliam di modificare, intendiamo non solo cambiare qualche parte di un prodotto, ma anche usare strumenti e approcci completamente diversi con ricadute importanti che possono portare a cambiamenti notevoli.

Come tutti gli strumenti potenti, ci sono anche dei rischi. Perché?  Perché come ho detto, ci possono essere delle conseguenze anche importanti e va tutto pensato con molta attenzione perché la realtà ha spesos più alternative rispetto alla nostra immaginazione. Ci sono centinaia di casi di progetti o prodotti che sono stati testati in vari modi ma manifestano problemi appena introdotti sul mercato

Succederà, ma non ti abbattere perché fa parte del percorso.

Pensa ad un altro utilizzo

Posso provare un diverso utilizzo di qualcosa che c’è già?

Come dicevo prima, la realtà ha molte più sfaccettature della fantasia e spesso capita che un prodotto, una tecnologia o anche un processo che sono comuni in una industria (oppure non funzionano bene), portano innovazione in un'altra. Spesso sono proprio gli utenti finali che adattano un prodotto alle loro esigenze. Questi aspetti vanno osservati attentamente perché possono dar vita a quello che si chiama "cross-fertizilation".

Questo è un problema che riscontro spesso nelle organizzazioni. Sono così focalizzate a competere sulla propria industry che non si accorgono di quante opportunità ci potrebbero essere all'esterno o, di quante innovazioni potrebbero portare nella propria industry semplicemente guardando fuori. Ma per far questo ci vuole curiosità e voglia di scoprire cose nuove. (Oppure chiamare un consulente che per sua natura vede molti mercati!).

La parola che uso sempre è "contaminare". E si può iniziare direttamente in azienda creando dei team di lavoro multifunzionali, anche con partecipanti di estrazione molto diversa (funzione, anzianità, ecc) invece dei soliti team composti dalle solite persone.

Elimina

Posso Eliminare delle parti?

Il verbo eliminare rappresenta una delle quattro azioni della strategia Oceano Blu, giusto per ricordare quanto sia importante. Perchè?

In generale, nel tempo si creano incrostazioni, aggiunte, situazioni provvisorie e compromessi che poi rimangono attaccati a prodotto, servizi o processi. Spesso rimangono per retrocompatibilità, ma frequentemente perché nessuno fa mai attività di pulizia.

Il lavoro di pulizia, di semplificazione e di rimozione è un lavoro certosino ma permette di andare all'essenza del prodotto.

Steve Jobs aveva un mantra: concentrarsi e semplificare. Una volta gli presentarono l'interfaccia per un software per vedere i DVD. L'interfaccia era ricca di finestre. Lui si alzò, andò alla lavagna e disegnò un rettangolo: "l'interfaccia deve stare tutta qui".

Riarrangia

Posso Ri-arrangiare ciò che già c’è?

Qualche volta il problema non sta nei singoli elementi, ma nella maniera in cui essi sono disposti. Una volta il Bancomat dava i soldi e poi la tessera. Ma spesso le tessere venivano dimenticate perché prendendo i soldi, l'obiettivo era raggiunto e le persone se ne andavano. Allora è stato invertito l'ordine: prima la tessera e poi i soldi. È molto difficile che le persone che vanno al Bancomat per ritirare i soldi poi si dimentichino di farlo, perché è quello l'obiettivo. Quindi io ti do la tessera e dopo i soldi, così sono sicuro che non ti dimentichi di prenderla.

Questo semplice esempio ci fa capire che un prodotto o un servizio possono essere rinnovati anche semplicemente cambiando l'ordine degli elementi che li compongono. Naturalmente, come per tutti gli altri punti dello SCAMPER, anche riarrangiare è un'attivotà complessa che richiede la perfetta conoscenza delle vaire componenti di un prodotto, di un processo o di un ainterfaccia. A volte è necessario sperimentare e testare i vari risultati.

Ovviamente dobbiamo testare con metodo una variabile alla volta: altrimenti nonsi capisce se i risultati sono dovuti ad un cambiamento effettuato oppure no.

Il processo

Come tutti i metodi, è necessario seguire un processo per la conduzione del meeting. Ecco in sintesi le fasi da seguire per uno SCAMPER perfetto!

Fase 0: isolare il problema

L’ho chiamata fase 0 perché in realtà questa cosa andrebbe fatta prima di iniziare lo SCAMPER. Come al solito, la prima cosa da fare è quella di identificare in modo preciso il problema.

È una fase su cui intervengo spesso nelle aziende: la fase di “framing” ovvero di definizione del perimetro del problema è essenziale per concentrarci su cosa davvero dobbiamo veramente risolvere. E dobbiamo risolvere una cosa per volta. Invece, come spesso accade, questa fase così importante viene trascurata e ci ritroviamo a dover analizzare problemi vaghi o dal perimetro troppo ampio, che portano a soluzioni inconsistenti e difficilmente praticabili o, peggio ancora, a non riuscire a identificare neanche delle possibili strade d’innovazione perché il gruppo, alle prese con problemi troppo generici, semplicemente non funziona.

Fase 1: Formulare e raccogliere le proposte

In questa fase, come in tutti i Brainstorming che si rispettino, tutte le proposte emerse come risposte alle sette domande provocatorie, devono essere raccolte e considerate allo stesso modo: nessuna è più o meno valida. È altrettanto importante eliminare censure preventive: per quanto stupida o poco produttiva possa sembrare una risposta, questa potrebbe nascondere la chiave dell’innovazione.

Fase 2: Validare le risposte

Questa è la fase in cui si selezionano le risposte. Bisogna fare attenzione ad individuare le idee più valide che possono portare alla soluzione cercata. Perché fare attenzione in questa fase? Perché non è detto che dobbiamo scegliere le soluzioni più facili da fare o quelle in cui c’è meno lavoro da sviluppare. Dobbiamo validare quelle che portanto valore e quelle che possono portare a una risoluzione concreta del problema. Le proposte scartate, tuttavia, non sono mai da buttare perché potrebbero servire per affrontare criticità future, quando magari potranno tornare utili grazie a camvìbiamenti di mercato, tecnologia o bisogni.

Fase 3: Selezione finale

L’ultima fase è quella della selezione finale delle idee, ovvero quelle idee che riescono a dare una risposta giudicata “solida” per la risoluzione del problema. Per essere definita in questo modo è naturalmente necessario esporre il motivo per cui si è deciso di selezionare proprio questa proposta e confrontarlo con il problema posto. Se c’è un fit tra problema e soluzione, allora possiamo procedere.

Se non hai voglia di leggere, ecco la versione video!

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